Messaggio Memorabile

Per crea­re un mes­sag­gio memo­ra­bi­le, cioè un mes­sag­gio che pos­sa esse­re ricor­da­to nel­la men­te dei con­su­ma­to­ri abbia­mo stu­dia­to una for­mu­la che si basa su 4 leve del­la comu­ni­ca­zio­ne e un fat­to­re espo­nen­zia­le.
Le agen­zie pub­bli­ci­ta­rie e le agen­zie di comu­ni­ca­zio­ne lo san­no bene, ma la pre­mes­sa dove­ro­sa: in pub­bli­ci­tà la comu­ni­ca­zio­ne non deve esse­re più memo­ra­bi­le del brand. Tut­to deve esse­re stu­dia­to affin­ché l’utente si ricor­di del­le carat­te­ri­sti­che del pro­dot­to, del­la pro­mo o del ser­vi­zio.

Un caso da manua­le è la pub­bli­ci­tà “Buo­na­se­ra” degli anni 80. Non sarà digi­tal mar­ke­ting ma fa pro­prio al caso nostro. Tut­ti, infat­ti, si ricor­da­no del­la comu­ni­ca­zio­ne, ma pochi del brand (qui il video per sco­prir­lo https://www.youtube.com/watch?v=Xoaiv2pjg6E)

Fat­ta la pre­mes­sa ecco la nostra for­mu­la.

MM= (MS*TS*CREA*EFS)EM/standardizzazione del mes­sag­gio

Mes­sag­gio Memo­ra­bi­le: è quel mes­sag­gio che ha la capa­ci­tà di far­si ricor­da­re nel tem­po, o meglio un mes­sag­gio che è sta­to stu­dia­to per far sì che il suo ricor­do sia più sem­pli­ce.
Pur­trop­po, per ren­de­re sem­pli­ce il ricor­do l’impresa è dav­ve­ro com­ples­sa, ma ci sono del­le costan­ti che ci aiu­ta­no in que­sto lavo­ro.
Noi ne abbia­mo iden­ti­fi­ca­te 4 che per noi sono le più rile­van­ti.

La musi­ca (MS)

La musi­ca, la colon­na sono­ra o i jin­gles sono leve mol­to poten­ti. Una ricer­ca con­dot­ta da Niel­sen sot­to­li­nea pro­prio come l’utilizzo del­la musi­ca nel­le pub­bli­ci­tà aiu­ti il pro­ces­so di memo­riz­za­zio­ne del­le infor­ma­zio­ni vei­co­la­te.
La musi­ca inol­tre ampli­fi­ca le emo­zio­ni, com­ple­ta lo sto­ry­tel­ling, ci met­te in con­tat­to con i con­su­ma­to­ri e – se è cono­sciu­ta per il tar­get – è capa­ce di attrar­re l’attenzione fin dai pri­mi secon­di.

Anche se i Jin­gle stan­no tor­nan­do alla ribal­ta, que­sto perio­do sto­ri­co è segna­to dal­le col­la­bo­ra­zio­ni tra brand e arti­sti del momen­to, col­la­bo­ra­zio­ni che spes­so sfo­cia­no in ope­ra­zio­ni di co-mar­ke­ting che vedo­no la com­par­sa dei brand anche all’interno dei video musi­ca­li.

Il testi­mo­nial (TS)

Il testi­mo­nial per esse­re tale deve saper uti­liz­za­re il rap­por­to di fidu­cia che ha instau­ra­to con il suo tar­get di rife­ri­men­to. Se que­sto rap­por­to esi­ste allo­ra il suo mes­sag­gio sarà ricor­da­to e – for­se più impor­tan­te – pre­so in con­si­de­ra­zio­ne.
Que­sto per­ché rispet­to alla pro­mes­sa fat­ta dal brand il testi­mo­nial fa da garan­te del mes­sag­gio pub­bli­ci­ta­rio met­ten­do­ci la fac­cia.
La sua garan­zia di qua­li­tà ren­de la comu­ni­ca­zio­ne più auten­ti­ca, vici­na al con­su­ma­to­re e quin­di più facil­men­te ricor­da­bi­le.
Una sot­to­ca­te­go­ria dei testi­mo­nial sono tut­ti que­gli atto­ri empa­ti­ci che pos­so­no istan­ta­nea­men­te crea­re un rap­por­to di fidu­cia con l’utente. Ad esem­pio, l’utilizzo di bam­bi­ni, figu­re sto­ri­che, reli­gio­si, modelle/i. Non sono inci­si­vi come i testi­mo­nial, ma sicu­ra­men­te più eco­no­mi­ci.

La Crea­ti­vi­tà (CREA)

Dagli anni 40/50 in poi la crea­ti­vi­tà è diven­ta­ta una com­po­nen­te impre­scin­di­bi­le del­la comu­ni­ca­zio­ne pub­bli­ci­ta­ria. Cosa si inten­de con “crea­ti­vi­tà” alme­no secon­do Bill Bern­bach?
In par­te il con­tra­rio dell’essenza di que­sto arti­co­lo 😊
In sin­te­si, più si è capa­ci di esse­re ori­gi­na­li e fuo­ri dagli sche­mi (e dal­le for­mu­le), mag­gio­ri sono le pro­ba­bi­li­tà di emer­ge­re ed esse­re memo­ra­bi­li.
La crea­ti­vi­tà gio­ca con l’intelligenza del­lo spet­ta­to­re, lo intrat­tie­ne, lo emo­zio­na e spes­so lo diver­te. Que­sto mec­ca­ni­smo coa­diu­va il ricor­do per­ché lega il mes­sag­gio pub­bli­ci­ta­rio a un’esperienza posi­ti­va.

Gli effet­ti spe­cia­li (EFS)

Si inten­do­no tut­te quel­le tec­ni­che di pro­du­zio­ne, post pro­du­zio­ne, gra­fi­ca ani­ma­ta, desi­gn, capa­ci di attrar­re imme­dia­ta­men­te l’attenzione del­lo spet­ta­to­re per la spet­ta­co­la­ri­tà del­le imma­gi­ni visi­ve.
L’avvento del digi­ta­le ha aper­to un modo di pos­si­bi­li­tà pres­so­ché infi­ni­to. I mes­sag­gi gio­ca­no con i mez­zi e la loro strut­tu­ra (es: )
Anche gli effet­ti spe­cia­li gio­ca­no un ruo­lo impor­tan­te nell’intrattenimento e sono quell’elemento dif­fe­ren­zian­te che pos­so­no far emer­ge­re la nostra comu­ni­ca­zio­ne dall’attuale supe­raf­fol­la­men­to ed aiu­ta­re a crea­re un mes­sag­gio memo­ra­bi­le.

EM

Fini­te le leve venia­mo al fat­to­re espo­nen­zia­le. Il più impor­tan­te per ren­de­re una comu­ni­ca­zio­ne di suc­ces­so: l’Emozione (EM).
Se sia­mo bra­vi tan­to da coin­vol­ge­re emo­ti­va­men­te lo spet­ta­to­re il più è fat­to. Chia­ra­men­te l’emozione non deve esse­re una carat­te­ri­sti­ca del nostro pro­dot­to, ma uno stru­men­to per comu­ni­car­la e lega­re un’informazione a uno sta­to emo­ti­vo la ren­de­rà indi­men­ti­ca­bi­le.
Sull’argomento emo­zio­ni e memo­ria, la biblio­gra­fia è mol­to ampia e se vole­te appro­fon­di­re il discor­so tro­ve­re­te in rete miglia­ia di ricer­che che con­fer­ma­no que­sta tesi con gli oppor­tu­ni “se” e “ma”.

Ma come si fa a coin­vol­ge­re emo­ti­va­men­te un con­su­ma­to­re?

Anche que­sto tema è com­ples­so, ma stu­dia­re il nostro tar­get, capi­re qua­li sono i suoi biso­gni e i suoi insight ci può aiu­ta­re a inden­ti­fi­ca­re una chia­ve emo­zio­na­le per la nostra comu­ni­ca­zio­ne.

A deno­mi­na­to­re del­la nostra for­mu­la abbia­mo inse­ri­to la “stan­dar­diz­za­zio­ne del mes­sag­gio”. Cosa inten­dia­mo?
Più una comu­ni­ca­zio­ne ha un livel­lo alto di stan­dar­diz­za­zio­ne (ovve­ro è già vista, ugua­le a tan­te altre), meno riu­sci­rà a emer­ge­re dal­la mas­sa e influi­rà nega­ti­va­men­te sul­la memo­riz­za­zio­ne del mes­sag­gio.

Quin­di ripe­ten­do per crea­re una comu­ni­ca­zio­ne memo­ra­bi­le biso­gna tene­re a men­te que­sti fat­to­ri:
MM= (MS*TS*CREA*EFS)EM/standardizzazione del mes­sag­gio

Hai memo­riz­za­to come crea­re un mes­sag­gio memo­ra­bi­le?
Se no è per­ché l’articolo non è mol­to emo­zio­na­le.